Archive for September, 2008

Ritrovare l’entusiasmo infantile

// September 6th, 2008 // No Comments » // arte bambini, arte terapia, atelier, benessere, gioco, pittura

 Oggi ho ricevuto un’informazione molto interessante che voglio condividere con te, è un seminario con Arno Stern, riporto qui il suo pensiero, che condivido profondamente, e se vorrai saperne di più, seguimi su questo blog e ti darò altre informazioni nel prossimo post.

 

“Il bambino sceglie un pennello, lo intinge nel colore e dipinge sul foglio. Egli scopre il piacere di questo gioco. Giocando a dipingere, rivela le sue capacità.

Guardate che sicurezza. Nessun altro gioco permette, così spontaneamente di raggiungere la perfezione. Ma quale bambino ha diritto di giocare? Ogni giorno l’allievo dimentica il piacere, si sottomette, rinuncia, si lascia conquistare dall’artificiale.

E’ necessario rigenerare in ognuno le facoltà naturali atrofizzate. Bisogna permettere, attraverso mezzi naturali, l’espressione di ciò che non può essere manifestato in altro modo. Ne risulteranno esseri equilibrati e creativi.

Il salvataggio di queste facoltà è importante quanto la salvaguardia dell’ambiente.
L’alterazione dell’Espressione è altrettanto grave che l’inquinamento del1’aria e dell’acqua.

Ma è risaputo? E’ urgente dare l’allarme poiché la minaccia che incombe su queste facoltà è così grave da far si che, tra poco, non ci sia più niente da salvare.

Fino a poco tempo fa, cioè una quindicina di anni,
i bambini sapevano giocare. Un foglio di carta rappresentava uno spazio nel quale si precipitavano per costruire il loro mondo.

Oggi, sterili, domandano « che cosa posso fare»? Sono necessarie settimane e settimane per risvegliare ciò che sopravvive, nascosto e frammentato, di queste capacità così preziose.

Tra qualche anno, al ritmo al quale procedono le istituzioni “culturali”, i bambini saranno senili, indifferenti, incapaci di giocare e di entusiasmarsi. In modo apparentemente innocente viene inculcata loro la passività e la dipendenza.

Prigionieri di tutti i luoghi comuni presentati come modelli, mutilati delle loro facoltà innate sapranno solo consumare la banalità. E’ necessario fare rinascere, dalla più tenera età, il piacere naturale, motore dell’energia vitale.

Sono testimone, ogni giorno, della degradazione delle personalità, raccogliendone tracce concrete. Meglio di chiunque altro, sono in grado di esporre questo grave problema.

La mia conoscenza della Formulazione mi permette di constatare nella giusta proporzione esente da posizioni di parte, tale disastro di cui non si parla affatto.

Ma non mi limito a misurare tali fatti. Il mio lavoro consiste nel rigenerare le facoltà creative, dando slancio ad ogni individuo affinché utilizzi le sue capacità e diventi autonomo.

Generalmente si crede che, con un pennello in mano, il bambino faccia dei piccoli simpatici disegni, per accontentare i suoi benevoli tutori.
Ma con il pennello nella sua mano, divenuta esperta della Traccia autentica, il bambino sviluppa facoltà capaci di cambiare la sua vita”.

(Arno Stern)

 

pittura intuitiva

// September 5th, 2008 // No Comments » // arte bambini, arte terapia, atelier, benessere, pittura

Inizio qui a parlarvi dei miei progetti prossimi, rivolti ai bambini a partire dai 6 anni e ragazzi fino ai 14.    In attesa dell’apertura del mio spazio atelier, i cui locali sono in fase di ristrutturazione, ho pensato di proporre due corsi, un pò diversi dal solito, fuori dalle regole imposte del bel disegno, della prospettiva, o del corso “accademico”.

  • Un percorso in 10 incontri  di PITTURA INTUITIVA, il lunedì pomeriggio, dalle ore 15 alle 17, A PARTIRE DAL 6 OTTOBRE 2008, presso il “centro Giovani”   di Praticello (Reggio Emilia)
  • un incontro di ACQUERELLO INTUITIVO, stesso luogo, stessa ora, ma di mercoledì a partire dal 1° ottobre

Essendo io stessa un’artista autodidatta, ho sempre approcciato la pittura cercando di seguire, quello che sentivo, intuitivamente, non ho mai seguito un maestro, o una scuola,  anzi fin dalle elementari ero io che facevo i disegni al posto della maestra, ero una bambina dotata sicuramente  e ho iniziato a disegnare in modo spontaneo, scarabocchiando  su tutto  e con tutto quello che avevo a disposizione, dalla terra ai muri.

Non avevo che  l’astuccio di scuola , con le matite colorate, e la “Carioca”, ricordo ancora il mio primo astuccio, a forma di farfalla, ed ho sempre provato un gran piacere ad annusare,  manipolare e pasticciare con tutto quello che mi passava tra le mani…e arrivata alla fine delle scuole medie ho desiderato tanto fare la scuola d’arte…e invece no mi sono dovuta accontentare di Ragioneria…

poi finite le superiori è arrivato il sogno dell’Accademia di Belle Arti…ma anche qui non era la mia storia…fino a che finalmente a 19 anni, crisi esistenziale, ed ecco iniziare un lungo travaglio artistico dove ho sperimentato tante tecniche, senza essere mai sazia, fino ad arrivare alla soglia dei  50 anni per trovare  la mia via, un nuovo inizio per la mia creatività e consapevolezza che mi sta aiutando ad esprimere le mie emozioni.

Tutto questo è stato il mio “allenamento”, lungo, sofferto, in cui ho dovuto trovare la forza e la determinazione per Ri-uscire…e dopo ogni morte c’è stata una rinascita , ma l’arte è sempre stata la mia salvezza!

Trovare la fonte di questa creatività libera è in questo momento il terreno che sto coltivando, è quello che vorrei insegnare a fare  a tutti quelli che lo vorranno, ho ricevuto grandi e meravigliosi  doni dalla mia Sorgente,  ho scoperto che tutti abbiamo questo tesoro, ma non lo sappiamo, vorrei prendervi per mano ed accompagnarvi lì, davanti a voi stessi come davanti ad un grande foglio bianco, per far muovere la vostra onda di colore!

I colori della vita

// September 4th, 2008 // No Comments » // anziani, arte terapia, tessitura

Cosa sto facendo in questo periodo? molte, molte cose che mi piacciono!, oltre al progetto atelier, sto mettendo in cantiere anche una mostra, per il Comune di Gattatico, non di  opere pittoriche, ma di un’altra forma di arte, quale è l’arazzo, sapientemente tessuto, con una tecnica innovativa,chiamata “a fili disgiunti” da Francesco Rovacchi, di Montecchio Emilia.

Ho conosciuto questa persona straordinaria, di una  gentilezza d’altri tempi, un anno fa in occasione della sua mostra a Vedriano di Canossa, nelle colline reggiane…e subito mi hanno colpito questi piccoli capolavori, dai colori vivaci, dei fili di lana, e dell’effetto di trasparenza data dai fili non tessuti, che da ordito diventano trama.

Sono dei piccoli gioielli pensati e ideati insieme alla moglie Maria Van der Pol negli anni 70,  e poi ripresi al ritorno in Italia negli anni ’90 mentre si trovavano negli Stati Uniti, per impreziosire la propria casa, sono nati come emanazione del loro modo di essere insieme, qualcosa di intimo e segreto…

non certo destinato ad un mercato.  Così mi racconta Francesco, con orgoglio ed un velo di nostalgia, mentre mi trovo nella sua bella casa di campagna, piena di arazzi, con un bel giardino, che parlano di silenzio e amore. Ora la moglie, colpita da Alzaimer, non è li con lui, ma lui continua a ric-amare sui cartoni che lei ha disegnato.

La loro vita è lì in questo intrecciarsi oltre il tempo, nello spazio dell’attesa di un nuovo inizio.

Siete tutti invitati, la mostra si inaugura, presso la sala Polivalente, di Praticello, sabato 20 settembre alle ore 17,30 e sarà visibile fino a fine Novembre. Vi aspetto se verrete il  28 , potrete anche fare due passi a suon di banda, o incontrare don Camillo e Peppone, che animeranno la tradizionale Fiera del paese!

l’onda

// September 4th, 2008 // No Comments » // arte bambini, atelier, gioco, illustrazione, libri

Oggi ti racconto come nasce l’immagine di questo blog: tutto è partito dal nome che darò al mio atelier “ondamarina” , sto parlando di alcuni mesi fa, un giorno vado in libreria con mia figlia, una immersione prolungata in questo luogo, è una di quelle cose piacevoli che raramente, riesco a concedermi, nonostante io lavori part-time in una biblioteca!
dopo aver esplorato le sezioni adulti, vado nel settore bambini e qui vengo catturata da un libro bellissimo dal titolo “l’onda”, http://www.corraini.com/scheda_libro.php?id=313E’ una coincidenza divertente e significativa, visto che avevo già deciso il nome dell’atelier…
vi rimando alla scheda del libro, e al libro stesso tutto di immagini, illustrato a carboncino e colori acrilici, da un’artista bravissima, di Singapore Susy Lee.

Questo libro racconta attraverso le “sapienti” immagini, l’incontro di una bambina con il mare , prima un approccio timido, che poi diventa gioco con l’onda, che lascia alla fine la bambina fradicia e felice…l’onda lascia un segno del suo passaggio , una sorpresa inattesa, bellissime conchiglie che la bambina raccoglie a piene mani!

Questo racconto visivo parla anche di me , del mio modo di vedere i bambini e l’infanzia..
ho fornito alcune immagini che mi piacevano al web designer, per il blog , fra le quali anche l’onda….senza la minima idea di cosa avrebbe scelto …quando l’ho vista pubblicata nel blog, mi sono sentita sorpresa e felice come la bambina del libro…quale immagine migliore per il blog?

uno spazio di ricerca

// September 3rd, 2008 // No Comments » // animazione, atelier, benessere, gioco

L’atelier a cui sto pensando, oltre alla fonte metodologica della Globalità dei Linguaggi, vuole ispirarsi anche  agli ‘Ateliers d’expression creatrice‘ francesi e svizzeri per la crescita della persona attraverso l’espressione creativa ed artistica;

anche qui, come nella maggior parte degli ateliers, gli animatori cercano di dare a tutti e a ciascuno la possibilità di mettere in gioco la propria creatività, attraverso la realizzazione di uno spazio/tempo fuori da tutti i giudizi estetici, tecnici, o di valore.

Si tratta di radicare l’atto creativo non più nel fatto di “avere delle idee” o nel fare per piacere” ma nella ricchezza inesplorata della nostra interiorità.

il mio intento principale è in quest’ottica di “non giudizio” sia per il bambino che per l’adulto o l’anziano, offrendo a tutti e con diversi strumenti, la possibilità di ricontattare una dimensione unica dell’umano: il libero gioco e la pulsione creativa.

“non bisogna dimenticare che giocare è in sè una terapia “ (Winnicot)