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i valori del metodo

// July 31st, 2008 // 1 Comment » // animazione, arte bambini, arte terapia, benessere, comunicazione, gioco

Il metodo della GdL  come discipila della comunicazione ed espressione ha un suo paradigma: ecco alcuni punti e concetti chiave che ho tratto dai miei appunti.

L’integrazione come sviluppo, crescita, compimento della persona e del gruppo umano. Comporta senso di appartenenza, convivenza di tutti in condizione di parità, condivisione.

L’integrazione è educazione, animazione, e in moltissimi casi la più potente forma di terapia.

Le competenze comuni (in particolare di conoscenza e di cura), innate o acquisite, da valorizzare contro le tendenze dominanti a svalutarle e reprimerle.

Concetti/Principi – Potenziali umani, comuni a tutti gli esseri umani, inestinguibili in qualunque condizione fisiopsicologica e culturale.

Bambino, Handicappato, Artista sono i soggetti in cui i potenziali umani si manifestano di per sé con maggiore immediatezza ed evidenza, perché meno condizionati da culture o da interessi individuali.

Il corpo come sostanza e identità primaria dell’uomo, fondamento della comunanza degli esseri umani tra loro e con l’universo. Unità psicosomatica dell’essere umano: principio che informa costantemente tutti gli aspetti, conoscitivi e operativi, della GdL che in questo si discosta dalle discipline, pedagogiche e terapeutiche, centrate unilateralmente sulla psiche o sul corpo.

Libertà, autodeterminazione, permesso di essere se stessi, di accettarsi come si è; accettazione incondizionata dell’altro.

‘Arte di vivere’ che ‘non s’impara, si sa’ , perché fondata su una innata sapienza del corpo, che ha inscritto in sé le leggi della crescita.

Arte governata dal principio di piacere, che assume compiutezza umana nel compiacimento, e nell’agire porta all’accomodamento (che non è ‘adattamento’).

Questa innata arte di vivere si esprime, in situazioni estreme, con tattiche di sopravvivenza come le stereotipie , i sensorismi, le ‘coreografie dell’utero’.

‘Sviluppo dell’avviluppo’, dall’inarticolato all’articolato, è una legge della crescita organica, della continuità dell’evoluzione umana dalla vita prenatale alla morte, e forse oltre.
La modalità tipica dell’evoluzione è la trans-formazione, la metamorfosi.

Grembo sociale, come naturale prolungamento del grembo materno. La GdL ha tra i suoi obiettivi fondamentali la formazione di tutti a svolgere questo ruolo, sviluppando le competenze primarie di cura di cui tutti siamo dotati per natura.

In questo la GdL si oppone alla facile delega agli specialisti della cura, necessari ma non sufficienti.
La GdL ha anche un suo concetto di integrazione: accomodamento di ogni persona nel grembo sociale, e di completezza raggiunta dal grembo sociale stesso.

Unità Uomo-Cosmo, che sviluppa empatia cosmica e induce a cercare (con Bateson) la struttura che connette tra loro vari ordini diversi di realtà dell’universo.

Continuità espressione-arte. Fra arte con la minuscola e arte con la maiuscola, la differenza è di più/meno, non di sì/no. Questo dà fondamento all’arte come terapia.

Infatti esprimere i propri potenziali umani di comunicazione ed espressione – nelle arti come nell’arte di vivere – è sempre terapeutico: e quanto più, tanto meglio. In questo senso nell’ottica della GdL l’arte (musica, pittura, danza, ecc.) è arteterapia, ossia è terapeutica anzitutto per chi la fa.

Animazione come risveglio di potenziali latenti, repressi o rimossi in persone, gruppi, collettività. In questo senso il progetto dell’animazione si sviluppa coerentemente da progetto educativo-terapeutico in progetto politico.

Cura globale, indissolubilmente affettivo-educativo-terapeutica, della persona come tale, come unità psico-corporea.

Valorizzare, non valutare, nel rispetto dei potenziali umani e della parità tra persone umane.
Possedere, non essere posseduti: si vuole così affermare la centralità di un Io unificatore della persona, la tendenza a una consapevolezza profonda, la dignità della persona che non deve lasciarsi manipolare da niente e da nessuno.

(tratto da http://www.centrogdl.org/ – 28 febbraio 2006)

 

il metodo della globalità

// July 29th, 2008 // No Comments » // animazione, arte bambini, arte terapia, benessere, comunicazione

Mi rivolgo qui  soprattutto ai non esperti, per colmare in parte il “vuoto” informativo ripetto a questo settore del benessere.

“La Globalità dei Linguaggi (GdL) è una disciplina formativa nella comunicazione ed espressione con finalità di ricerca, educazione, animazione, riabilitazione, terapia.

Il campo, l’oggetto specifico della disciplina è, precisamente, la comunicazione e l’espressione degli e tra gli esseri umani.

‘Con tutti i linguaggi’ o ‘Globalità dei Linguaggi’ significa anzitutto apertura e disponibilità a tutte le possibilità comunicative ed espressive, verbali o non verbali, senza previe esclusioni.

Significa poi un positivo interesse, studio, uso e pratica di quanti più possibile mezzi, linguaggi, strumenti, a cominciare da quelli più fondamentali, comuni ed efficaci per la comunicazione umana, in particolare i linguaggi del corpo.

In questo senso la GdL è una semiotica antropologica, bio-fisio-psicologica e sociale, oltre che una disciplina educativa o terapeutica.

Valori – La vita come valore primo, assoluto, dal concepimento in poi, in qualunque condizione psicofisica. E quindi, amore per la vita, che si manifesta con la meraviglia, la dedizione, la gratitudine.

La fede nei potenziali umani: un valore che implica una disposizione mentale e una disponibilità etica.
La diversità, l’originalità, l’ arte, come emersioni insolite, singolari, eccezionali di potenziali umani. Il piacere, la bellezza come stati, esperienze,

manifestazioni di ben-essere della realtà umana e cosmica: da vivere, riconoscere, promuovere in tutte le condizioni umane, nella convinzione che ‘la bellezza salverà il mondo’. (tratto da S. Guerra Lisi)

Questi sono i primi punti essenziali del metodo che , nel mio piccolo, cerco di applicare nel mio approccio con i bambini, ti voglio raccontare in breve come ho conosciuto La Scuola della G.dL. e   il mio incontro con quel genio di  Stefania .

Era il lontano 1996 se non ricordo male, ero nel Nido di Sorbolo, in provincia di Parma, alla mia prima esperienza con i piccoli, come  insegnante “atelierista” , avevo ideato e condotto  un bellissimo progetto con la super-visione della pedagogista, mi ricordo che non avevo la più pallida idea di cosa  e come fare Arte con dei bambini così piccoli!  Io avevo esperienza di laboratori artistici con i grandi!

Poi ecco l’intuizione giusta! dopo aver studiato Piaget e Winnicot…ho attinto ad un ricordo dell’infanzia… il piacere di quando ero piccola, di camminare in mezzo al frumento caldo che era steso sull’aia ad essicare! il mio gioco preferito!

disegnare con i piedi solchi concentrici (mandala) nel grano! da li ho ideato le mie immersioni nelle materie per i bambini del nido:

dalle materie ruvide come la farina gialla, alla farina bianca, alla schiuma da barba! e fu un gran successo!Le insegnanti Laura, Rita Antonella, furono entusiaste! forse le ausiliarie un pò meno! visto che l’immersione dei bambini era letterale, e alla fine dell’opera c’era da passarli c e cambiarli da capo a piedi! 

Ma la gioia e lo stupore erano esplosivi…da questo mio modo di approcciare l’arte, un insegnante mi chiese se conoscevo La Guerra Lisi, perchè il mio modo e le mie attività gliela ricordavano molto! Io non la conoscevo, ma subito mi andai a prendere un suo  libro…ne ha scritti più di trenta !