Archive for arte terapia

Ridiventa bambino

// September 24th, 2008 // No Comments » // arte terapia, creatività, genitorialità, gioco, libri, pittura

Uno dei giochi che amo fare è aprire un libro a caso e vedere cosa c’è scritto…dopo aver pensato quello che desidero trovare. stavo cercando qualcosa da scrivere sulla creatività, e allora  vedo il libro di Osho, da giorni sulla mia scrivania, “la creatività”, mi si apre alla pagina 105 …

Ridiventa bambino e sarai creativo.Tutti i bambini sono creativi. La creatività richiede libertà: libertà dalla mente, libertà dal sapere, libertà dai pregiudizi. è creativo colui che può esplorare ciò che è nuovo…

Ridiventa bambino e rimarrai sorpreso nel vedere che tutti i bambini sono creativi, ma la società non permette che vivano la loro creatività. Noi frantumiamo, annientiamo la loro creatività…colui che crea deve accettare di essere considerato a volte sciocco…

Ognuno di noi è nato col potenziale di diventare un creatore, tutti i bambini tentano di diventarlo, ma noi adulti, guastafeste, spesso glielo inpediamo, perchè crediamo che la creatività abbia una forza devastante sulla persona, pensiamo che sia una cosa scomoda, inutile, senza valore, che non ci porta da nessuna parte, o meglio da tutt’altra parte, fuorchè la dove abbiamo pensato di metterla.

“colui che crea non può mettere radici da qualche parte è un vagabondo…”  Anch’io come molti, ho sofferto, in alcuni periodi della mia vita, perchè non riuscivo ad esprimere, quello che sentivo, per troppa timidezza, e il disegno in bianco e nero, con la china  diventò un modo per costruirmi intorno la mia gabbia

protettiva…solo quando ho scoperto il colore , la sua forza, solo quando sono ritornata alla mia infanzia, ho ritrovato intatta la mia creatività, il coraggio di essere me stessa, senza pregiudizi e paure…ma prima  ho dovuto fare un viaggio …sono diventata una viandante!

A dire il vero ancora non mi sento arrivata…anzi tutt’altro…ho ancora tanta strada davanti a me. Ho scoperto che il modo migliore per entrare in contatto con la propria sorgente creativa è meditare dipingendo!

La lezione di oggi

// September 24th, 2008 // No Comments » // arte terapia, atelier, creatività, formazione, insegnanti, pittura

Eccomi qui, prima del meritato riposo, e di entrare nel regno di Ipnos, voglio trascorrere qualche minuto e fare una foto alla giornata di oggi…chiedendomi che cosa ho fatto di importante per me stessa pe per gli altri.

Ancora non lo vedo, ma scrivendo, scrivendo…qualcosa emergerà!

Sono stata svegliata da una telefonata di prima mattina, la collega che non trovava una cosa e la viene a chiedere a me! Ansia il mio buongiorno, poi cerco di recuperare facendo due carezze al mio gattino nero Swiffer…vorrei fare meditazione, ma è tardi e così comincio a pensare di organizzare la giornata.

questa mattina non lavoro, ma nel pomeriggio sono a Fidenza per il terzo incontro di formazione con le insegnanti, così comincio a preparare i materiali da portare.

Mi mancano i colori per fare il Batik, così decido di uscire di corsa, in bicicletta e per andare a cercarli …In paese non li trovo..vado a Sant’Ilario, nel negozio di Belle Arti, un piccolo negozietto , con tantissime cose…

Intanto la mia mente è sempre proiettata in un divenire, e non vivo il presente!

A tal punto che arrivo sempre in anticipo sull’orario del corso…così comincio a preparare, le insegnanti arrivano e presento loro la tecnica del Batik e del Tie- Die…sono molto impazienti e rumorose, come sempre, riesco a malapena a farmi sentire …

Per fortuna è tutto pronto e passano subito all’esecuzione del disegno e delle legature mentre io preparo con alcune di loro il bagno di colore in cui intingere le stoffe, e la cera sciolta, bello sì ma che fatica!

Anch’io comunque mi diverto ad osservarle mentre giro da una parte all’altra dei tavoli…sono circa una ventina…e c’è un bel “movimento”, ripeto le istruzioni diverse volte, perchè qualcuno non era attento o non sente…

Mi chiedo se faranno fare questa esperienza anche ai bambini, me lo auguro!

Ho cercato di semplificare al massimo, affinchè potessero cogliere il processo come qualcosa di accessibile e fattibile, meno complicato possibile!

Spero di essere riuscita nell’intento!

Ci siamo date appuntamento a febbraio e marzo per un incontro di verifica…Ho lasciato la mia mail a chi me l’ha chiesta, per rispondere a domande e richieste.

Credo di aver dato un buon servizio, adesso tocca a loro mettere in pratica coi bambini il percorso sperimentato nel laboratorio sui Quattro Elementi.  Tutta questa premessa per dire che ogni incontro che ho condotto, mi ha lasciata stanca ma felice, felice per quello che riesco a sentire e a cogliere dalle espressioni dei partecipanti, per quello che mi ritorna in termini di fiducia e stima!

Penso che valga sempre la pena dare il meglio di sè anche se ci costa tempo e fatica!

E da grande potere derivano anche grandi responsabilità ….responsabilità come capacità di dare risposte…benvengano allora le domande!

Una cosa però sto imparando: a dare valore a ciò che faccio!

Inteso anche come valore economico, che non è disgiunto dalla qualità e dall’etica.

Ecco allora è questa la lezione di oggi, per me:

Occupatevi della vostra opera, cercate di compierla nel migliore dei modi, e tutto ciò che fate, fatelo non per compiacere gli altri, ma per voi stessi, per la vostra anima, perché neanche un solo istante della vostra vita vi scorra accanto senza senso e senza contenuto”.

pittura intuitiva

// September 9th, 2008 // No Comments » // arte bambini, atelier, benessere, comunicazione, libri, nascita, pittura

corsi d\'arte per bambini

“la creatività ci rende liberi, perché ci pone in contatto con la nostra spontaneità, esercitandosi nei limiti di un fare, di un formare” (Schiller).

Ecco un’anticipazione dei prossimi corsi creativi che attiverò a Praticello (Reggio Emilia) nei prossimi mesi, in attesa dell’inaugurazione del mio nuovo spazio atelier, i corsi si svolgeranno presso il “centro giovani la Palazzina”, dove avrò a disposizione una stanza , per condurre un percorso della durata di 10 incontri pomeridiani

dove i partecipanti (bambini a partire dai 6 anni e ragazzi ) verranno condotti attraverso l’esplorazione del colore, alla propria traccia spontanea e intuitiva; ci saranno due gruppi, in due giorni diversi della settimana (Lunedì e Mercoledì) , uno dedicato all’acquerello e l’altro alla tempera,

Per iscriversi contattatemi telefonicamente, 349-4065393 , oppure al 0522-678534 il numero massimo per ogni corso è di 10 bambini/ragazzi, questo perchè così è garantita l’attenzione al singolo partecipante, e il lavoro di gruppo sarà quello più armonico possibile.Questo percorso ha lo scopo principale di liberare I partecipanti dalla credenza limitante che per essere artisti bisogna avere un dono particolare, fin dalla nascita.

Lo scopo non è quello di dipingere un bel quadro, ma di scoprire la “sorgente” della propria creatività.
Anche i bambini oggi sono sempre più spesso bloccati nel loro flusso naturale e spontaneo, dall’idea di dover fare qualcosa che piaccia o che venga valutato come bello!

Attraverso l’uso di tempera su carta, e dell’acquerello i partecipanti verranno guidati attraverso semplici esercizi all’individuazione delle paure ed inibizioni che bloccano e ostacolano il flusso creativo,

attraverso la gioia di dipingere, faranno rifiorire il proprio intuito; e’ un’esperienza emozionante e divertente sia per bambini che per adulti , sia per gli artisti o quelli che non si considerano tali.

Useremo strumenti semplici e pratici per agevolare il processo creativo nella vita di ogni partecipante.

Non ci sono ruoli, non ci sono errori, non ci sono aspettative, lascia che la pittura apra il tuo cuore. Esplora: immagini, colori, textures, sogni e immagini personali. Spruzza acqua, usa le mani, la spugna e altri divertenti materiali per lasciare  il tuo spirito libero di esprimere e scoprire.

Ritrovare l’entusiasmo infantile

// September 6th, 2008 // No Comments » // arte bambini, arte terapia, atelier, benessere, gioco, pittura

 Oggi ho ricevuto un’informazione molto interessante che voglio condividere con te, è un seminario con Arno Stern, riporto qui il suo pensiero, che condivido profondamente, e se vorrai saperne di più, seguimi su questo blog e ti darò altre informazioni nel prossimo post.

 

“Il bambino sceglie un pennello, lo intinge nel colore e dipinge sul foglio. Egli scopre il piacere di questo gioco. Giocando a dipingere, rivela le sue capacità.

Guardate che sicurezza. Nessun altro gioco permette, così spontaneamente di raggiungere la perfezione. Ma quale bambino ha diritto di giocare? Ogni giorno l’allievo dimentica il piacere, si sottomette, rinuncia, si lascia conquistare dall’artificiale.

E’ necessario rigenerare in ognuno le facoltà naturali atrofizzate. Bisogna permettere, attraverso mezzi naturali, l’espressione di ciò che non può essere manifestato in altro modo. Ne risulteranno esseri equilibrati e creativi.

Il salvataggio di queste facoltà è importante quanto la salvaguardia dell’ambiente.
L’alterazione dell’Espressione è altrettanto grave che l’inquinamento del1’aria e dell’acqua.

Ma è risaputo? E’ urgente dare l’allarme poiché la minaccia che incombe su queste facoltà è così grave da far si che, tra poco, non ci sia più niente da salvare.

Fino a poco tempo fa, cioè una quindicina di anni,
i bambini sapevano giocare. Un foglio di carta rappresentava uno spazio nel quale si precipitavano per costruire il loro mondo.

Oggi, sterili, domandano « che cosa posso fare»? Sono necessarie settimane e settimane per risvegliare ciò che sopravvive, nascosto e frammentato, di queste capacità così preziose.

Tra qualche anno, al ritmo al quale procedono le istituzioni “culturali”, i bambini saranno senili, indifferenti, incapaci di giocare e di entusiasmarsi. In modo apparentemente innocente viene inculcata loro la passività e la dipendenza.

Prigionieri di tutti i luoghi comuni presentati come modelli, mutilati delle loro facoltà innate sapranno solo consumare la banalità. E’ necessario fare rinascere, dalla più tenera età, il piacere naturale, motore dell’energia vitale.

Sono testimone, ogni giorno, della degradazione delle personalità, raccogliendone tracce concrete. Meglio di chiunque altro, sono in grado di esporre questo grave problema.

La mia conoscenza della Formulazione mi permette di constatare nella giusta proporzione esente da posizioni di parte, tale disastro di cui non si parla affatto.

Ma non mi limito a misurare tali fatti. Il mio lavoro consiste nel rigenerare le facoltà creative, dando slancio ad ogni individuo affinché utilizzi le sue capacità e diventi autonomo.

Generalmente si crede che, con un pennello in mano, il bambino faccia dei piccoli simpatici disegni, per accontentare i suoi benevoli tutori.
Ma con il pennello nella sua mano, divenuta esperta della Traccia autentica, il bambino sviluppa facoltà capaci di cambiare la sua vita”.

(Arno Stern)

 

pittura intuitiva

// September 5th, 2008 // No Comments » // arte bambini, arte terapia, atelier, benessere, pittura

Inizio qui a parlarvi dei miei progetti prossimi, rivolti ai bambini a partire dai 6 anni e ragazzi fino ai 14.    In attesa dell’apertura del mio spazio atelier, i cui locali sono in fase di ristrutturazione, ho pensato di proporre due corsi, un pò diversi dal solito, fuori dalle regole imposte del bel disegno, della prospettiva, o del corso “accademico”.

  • Un percorso in 10 incontri  di PITTURA INTUITIVA, il lunedì pomeriggio, dalle ore 15 alle 17, A PARTIRE DAL 6 OTTOBRE 2008, presso il “centro Giovani”   di Praticello (Reggio Emilia)
  • un incontro di ACQUERELLO INTUITIVO, stesso luogo, stessa ora, ma di mercoledì a partire dal 1° ottobre

Essendo io stessa un’artista autodidatta, ho sempre approcciato la pittura cercando di seguire, quello che sentivo, intuitivamente, non ho mai seguito un maestro, o una scuola,  anzi fin dalle elementari ero io che facevo i disegni al posto della maestra, ero una bambina dotata sicuramente  e ho iniziato a disegnare in modo spontaneo, scarabocchiando  su tutto  e con tutto quello che avevo a disposizione, dalla terra ai muri.

Non avevo che  l’astuccio di scuola , con le matite colorate, e la “Carioca”, ricordo ancora il mio primo astuccio, a forma di farfalla, ed ho sempre provato un gran piacere ad annusare,  manipolare e pasticciare con tutto quello che mi passava tra le mani…e arrivata alla fine delle scuole medie ho desiderato tanto fare la scuola d’arte…e invece no mi sono dovuta accontentare di Ragioneria…

poi finite le superiori è arrivato il sogno dell’Accademia di Belle Arti…ma anche qui non era la mia storia…fino a che finalmente a 19 anni, crisi esistenziale, ed ecco iniziare un lungo travaglio artistico dove ho sperimentato tante tecniche, senza essere mai sazia, fino ad arrivare alla soglia dei  50 anni per trovare  la mia via, un nuovo inizio per la mia creatività e consapevolezza che mi sta aiutando ad esprimere le mie emozioni.

Tutto questo è stato il mio “allenamento”, lungo, sofferto, in cui ho dovuto trovare la forza e la determinazione per Ri-uscire…e dopo ogni morte c’è stata una rinascita , ma l’arte è sempre stata la mia salvezza!

Trovare la fonte di questa creatività libera è in questo momento il terreno che sto coltivando, è quello che vorrei insegnare a fare  a tutti quelli che lo vorranno, ho ricevuto grandi e meravigliosi  doni dalla mia Sorgente,  ho scoperto che tutti abbiamo questo tesoro, ma non lo sappiamo, vorrei prendervi per mano ed accompagnarvi lì, davanti a voi stessi come davanti ad un grande foglio bianco, per far muovere la vostra onda di colore!

I colori della vita

// September 4th, 2008 // No Comments » // anziani, arte terapia, tessitura

Cosa sto facendo in questo periodo? molte, molte cose che mi piacciono!, oltre al progetto atelier, sto mettendo in cantiere anche una mostra, per il Comune di Gattatico, non di  opere pittoriche, ma di un’altra forma di arte, quale è l’arazzo, sapientemente tessuto, con una tecnica innovativa,chiamata “a fili disgiunti” da Francesco Rovacchi, di Montecchio Emilia.

Ho conosciuto questa persona straordinaria, di una  gentilezza d’altri tempi, un anno fa in occasione della sua mostra a Vedriano di Canossa, nelle colline reggiane…e subito mi hanno colpito questi piccoli capolavori, dai colori vivaci, dei fili di lana, e dell’effetto di trasparenza data dai fili non tessuti, che da ordito diventano trama.

Sono dei piccoli gioielli pensati e ideati insieme alla moglie Maria Van der Pol negli anni 70,  e poi ripresi al ritorno in Italia negli anni ’90 mentre si trovavano negli Stati Uniti, per impreziosire la propria casa, sono nati come emanazione del loro modo di essere insieme, qualcosa di intimo e segreto…

non certo destinato ad un mercato.  Così mi racconta Francesco, con orgoglio ed un velo di nostalgia, mentre mi trovo nella sua bella casa di campagna, piena di arazzi, con un bel giardino, che parlano di silenzio e amore. Ora la moglie, colpita da Alzaimer, non è li con lui, ma lui continua a ric-amare sui cartoni che lei ha disegnato.

La loro vita è lì in questo intrecciarsi oltre il tempo, nello spazio dell’attesa di un nuovo inizio.

Siete tutti invitati, la mostra si inaugura, presso la sala Polivalente, di Praticello, sabato 20 settembre alle ore 17,30 e sarà visibile fino a fine Novembre. Vi aspetto se verrete il  28 , potrete anche fare due passi a suon di banda, o incontrare don Camillo e Peppone, che animeranno la tradizionale Fiera del paese!

l’onda

// September 4th, 2008 // No Comments » // arte bambini, atelier, gioco, illustrazione, libri

Oggi ti racconto come nasce l’immagine di questo blog: tutto è partito dal nome che darò al mio atelier “ondamarina” , sto parlando di alcuni mesi fa, un giorno vado in libreria con mia figlia, una immersione prolungata in questo luogo, è una di quelle cose piacevoli che raramente, riesco a concedermi, nonostante io lavori part-time in una biblioteca!
dopo aver esplorato le sezioni adulti, vado nel settore bambini e qui vengo catturata da un libro bellissimo dal titolo “l’onda”, http://www.corraini.com/scheda_libro.php?id=313E’ una coincidenza divertente e significativa, visto che avevo già deciso il nome dell’atelier…
vi rimando alla scheda del libro, e al libro stesso tutto di immagini, illustrato a carboncino e colori acrilici, da un’artista bravissima, di Singapore Susy Lee.

Questo libro racconta attraverso le “sapienti” immagini, l’incontro di una bambina con il mare , prima un approccio timido, che poi diventa gioco con l’onda, che lascia alla fine la bambina fradicia e felice…l’onda lascia un segno del suo passaggio , una sorpresa inattesa, bellissime conchiglie che la bambina raccoglie a piene mani!

Questo racconto visivo parla anche di me , del mio modo di vedere i bambini e l’infanzia..
ho fornito alcune immagini che mi piacevano al web designer, per il blog , fra le quali anche l’onda….senza la minima idea di cosa avrebbe scelto …quando l’ho vista pubblicata nel blog, mi sono sentita sorpresa e felice come la bambina del libro…quale immagine migliore per il blog?

uno spazio di ricerca

// September 3rd, 2008 // No Comments » // animazione, atelier, benessere, gioco

L’atelier a cui sto pensando, oltre alla fonte metodologica della Globalità dei Linguaggi, vuole ispirarsi anche  agli ‘Ateliers d’expression creatrice‘ francesi e svizzeri per la crescita della persona attraverso l’espressione creativa ed artistica;

anche qui, come nella maggior parte degli ateliers, gli animatori cercano di dare a tutti e a ciascuno la possibilità di mettere in gioco la propria creatività, attraverso la realizzazione di uno spazio/tempo fuori da tutti i giudizi estetici, tecnici, o di valore.

Si tratta di radicare l’atto creativo non più nel fatto di “avere delle idee” o nel fare per piacere” ma nella ricchezza inesplorata della nostra interiorità.

il mio intento principale è in quest’ottica di “non giudizio” sia per il bambino che per l’adulto o l’anziano, offrendo a tutti e con diversi strumenti, la possibilità di ricontattare una dimensione unica dell’umano: il libero gioco e la pulsione creativa.

“non bisogna dimenticare che giocare è in sè una terapia “ (Winnicot)

Il bisogno di lasciare tracce

// August 3rd, 2008 // No Comments » // arte terapia, comunicazione, nascita

“Il bisogno di comunicazione è innato e fondamentale per la crescita, l’apprendimento ed il rapporto con la realtà e si manifesta a qualunque condizione attraverso il bisogno di lasciare tracce.Anche nelle situazioni di grave disagio ci sono infinite risorse non verbali che rendono la corporeità messaggio esplicito anche dell’indicibile, per cui l’Essere è Parlante nella totalità dei comportamenti psíco senso motori e delle tracce degli stessi.”
(S.Guerra Lisi 1986 p.33)
Uno dei bisogni fondamentali per il bambino, fin dalla nascita, indispensabile per la sua crescita, è quello di lasciare una traccia di sé… Un segno del suo passaggio in cui egli si rispecchia

e che gli rimanda l’immagine del mondo esterno, come altro da sé. Dopo aver vissuto in simbiosi con la madre nel grembo, una volta nato attraverso i sensi, come qualsiasi altro cuccìolo, esplora e conosce ciò che lo circonda, secondo il “principio di piacere”.

Ma questo linguaggio “primordiale” nessuno glielo ha insegnato, lo ha appreso nella prima “ludoteca”, che è l’utero della mamma, il grembo materno…

“L’immagine che ogni individuo ha di sé stesso si struttura attraverso gli stimoli e le risposte ai propri comportamenti che riceve dall’ambiente fin dall’inizio dell’esistenza,

la vita prenatale che forma e informa il corpo è alla base della metodologia della Globalità dei Linguaggi ed è per questo ritenuta esperienza fondamentale per lo sviluppo delle competenze comunicative.

L’esperienza del “dialogo intrauterino” fatto di suoni, ritmi, luci e movimenti accomuna tutti gli esseri umani e li predispone verso una estetica in nata.”

Come scrive nel suo articolo l’insegnante e collega GdL, Maria Maddalena Grassi,
I bambini sono pelle, fiato, movimento e spesso sono muti in rapporto al linguaggio che si parla intorno a loro;

sentono la necessità di respirare il ritmo umano di stabilire un rapporto di scambio caldo e accogliente che strutturi e chiarifichi la loro immagine e che gli dica di essere accettati per quello che sono nel loro corpo, nel loro essere , senza la richiesta di apparire diversi.”

La metodologia GdL che utilizzo nei laboratori e incontri con i bambini, si prefigge lo scopo dello sviluppo della personalità della bambina e del bambino, in una graduale presa di coscienza di sé e dei propri bisogni e mezzi espressivi.

E’ incentrata sul sentire, l’immaginare, l’esprimere. I suoi presupposti sono : la motivazione e il principio del piacere.

Infatti, qualunque attività deve contenere implicitamente una promessa di piacere e deve essere presentata inizialmente sotto forma ludica.

La globalità dei linguaggi rende capaci di ascoltare e osservare le bambine ed i bambini, mettersi in relazione con loro, leggere ed interpretare i bisogni che essi manifestano, utilizzando corpo, gesto, emozione, voce, suono, spazio, colore, immagine e segno grafico,

come mezzi di comunicazione attraverso cui realizzare il rapporto educativo con il bambino e con la bambina.
“La globalità dei linguaggi si basa sulla comunicazione a livello ritmico, tattile, visivo, motorio

e consente un’effettiva coscienza di sé poggiando sulla inscindibilità del corpo dalla mente. Affinché ciò si verifichi è necessario l’approccio interdisciplinare nel vissuto corporeo espressivo globale in cui movimento,
voce, tono muscolare, uso della dita, delle braccia, del corpo

favoriscano la crescita della persona e il suo rapporto con la realtà mediante l’acquisizione del proprio schema corporeo, dell’orientamento spaziale e temporale, della interiorizzazione dell’essenza delle forme.” ( S. Guerra Lisi, R. Aristei, S. Martinelli, “Continuità 2″, Borla 1992 )

Per vedere in sintesi alcuni progetti da me realizzati, ti rimando al mio sito: www.marinaargenti.com, da cui poter scaricare gratuitamente la brochure.”laborart”, oppure torna a questa pagina, dove puoi trovare la documentazione di alcuni progetti/laboratori realizzati nelle scuole e nel mio atelier.

i valori del metodo

// July 31st, 2008 // 1 Comment » // animazione, arte bambini, arte terapia, benessere, comunicazione, gioco

Il metodo della GdL  come discipila della comunicazione ed espressione ha un suo paradigma: ecco alcuni punti e concetti chiave che ho tratto dai miei appunti.

L’integrazione come sviluppo, crescita, compimento della persona e del gruppo umano. Comporta senso di appartenenza, convivenza di tutti in condizione di parità, condivisione.

L’integrazione è educazione, animazione, e in moltissimi casi la più potente forma di terapia.

Le competenze comuni (in particolare di conoscenza e di cura), innate o acquisite, da valorizzare contro le tendenze dominanti a svalutarle e reprimerle.

Concetti/Principi – Potenziali umani, comuni a tutti gli esseri umani, inestinguibili in qualunque condizione fisiopsicologica e culturale.

Bambino, Handicappato, Artista sono i soggetti in cui i potenziali umani si manifestano di per sé con maggiore immediatezza ed evidenza, perché meno condizionati da culture o da interessi individuali.

Il corpo come sostanza e identità primaria dell’uomo, fondamento della comunanza degli esseri umani tra loro e con l’universo. Unità psicosomatica dell’essere umano: principio che informa costantemente tutti gli aspetti, conoscitivi e operativi, della GdL che in questo si discosta dalle discipline, pedagogiche e terapeutiche, centrate unilateralmente sulla psiche o sul corpo.

Libertà, autodeterminazione, permesso di essere se stessi, di accettarsi come si è; accettazione incondizionata dell’altro.

‘Arte di vivere’ che ‘non s’impara, si sa’ , perché fondata su una innata sapienza del corpo, che ha inscritto in sé le leggi della crescita.

Arte governata dal principio di piacere, che assume compiutezza umana nel compiacimento, e nell’agire porta all’accomodamento (che non è ‘adattamento’).

Questa innata arte di vivere si esprime, in situazioni estreme, con tattiche di sopravvivenza come le stereotipie , i sensorismi, le ‘coreografie dell’utero’.

‘Sviluppo dell’avviluppo’, dall’inarticolato all’articolato, è una legge della crescita organica, della continuità dell’evoluzione umana dalla vita prenatale alla morte, e forse oltre.
La modalità tipica dell’evoluzione è la trans-formazione, la metamorfosi.

Grembo sociale, come naturale prolungamento del grembo materno. La GdL ha tra i suoi obiettivi fondamentali la formazione di tutti a svolgere questo ruolo, sviluppando le competenze primarie di cura di cui tutti siamo dotati per natura.

In questo la GdL si oppone alla facile delega agli specialisti della cura, necessari ma non sufficienti.
La GdL ha anche un suo concetto di integrazione: accomodamento di ogni persona nel grembo sociale, e di completezza raggiunta dal grembo sociale stesso.

Unità Uomo-Cosmo, che sviluppa empatia cosmica e induce a cercare (con Bateson) la struttura che connette tra loro vari ordini diversi di realtà dell’universo.

Continuità espressione-arte. Fra arte con la minuscola e arte con la maiuscola, la differenza è di più/meno, non di sì/no. Questo dà fondamento all’arte come terapia.

Infatti esprimere i propri potenziali umani di comunicazione ed espressione – nelle arti come nell’arte di vivere – è sempre terapeutico: e quanto più, tanto meglio. In questo senso nell’ottica della GdL l’arte (musica, pittura, danza, ecc.) è arteterapia, ossia è terapeutica anzitutto per chi la fa.

Animazione come risveglio di potenziali latenti, repressi o rimossi in persone, gruppi, collettività. In questo senso il progetto dell’animazione si sviluppa coerentemente da progetto educativo-terapeutico in progetto politico.

Cura globale, indissolubilmente affettivo-educativo-terapeutica, della persona come tale, come unità psico-corporea.

Valorizzare, non valutare, nel rispetto dei potenziali umani e della parità tra persone umane.
Possedere, non essere posseduti: si vuole così affermare la centralità di un Io unificatore della persona, la tendenza a una consapevolezza profonda, la dignità della persona che non deve lasciarsi manipolare da niente e da nessuno.

(tratto da http://www.centrogdl.org/ – 28 febbraio 2006)