il metodo della globalità
// July 29th, 2008 // No Comments » // animazione, arte bambini, arte terapia, benessere, comunicazione
Mi rivolgo qui soprattutto ai non esperti, per colmare in parte il “vuoto” informativo ripetto a questo settore del benessere.
“La Globalità dei Linguaggi (GdL) è una disciplina formativa nella comunicazione ed espressione con finalità di ricerca, educazione, animazione, riabilitazione, terapia.
Il campo, l’oggetto specifico della disciplina è, precisamente, la comunicazione e l’espressione degli e tra gli esseri umani.
‘Con tutti i linguaggi’ o ‘Globalità dei Linguaggi’ significa anzitutto apertura e disponibilità a tutte le possibilità comunicative ed espressive, verbali o non verbali, senza previe esclusioni.
Significa poi un positivo interesse, studio, uso e pratica di quanti più possibile mezzi, linguaggi, strumenti, a cominciare da quelli più fondamentali, comuni ed efficaci per la comunicazione umana, in particolare i linguaggi del corpo.
In questo senso la GdL è una semiotica antropologica, bio-fisio-psicologica e sociale, oltre che una disciplina educativa o terapeutica.
Valori – La vita come valore primo, assoluto, dal concepimento in poi, in qualunque condizione psicofisica. E quindi, amore per la vita, che si manifesta con la meraviglia, la dedizione, la gratitudine.
La fede nei potenziali umani: un valore che implica una disposizione mentale e una disponibilità etica.
La diversità, l’originalità, l’ arte, come emersioni insolite, singolari, eccezionali di potenziali umani. Il piacere, la bellezza come stati, esperienze,
manifestazioni di ben-essere della realtà umana e cosmica: da vivere, riconoscere, promuovere in tutte le condizioni umane, nella convinzione che ‘la bellezza salverà il mondo’. (tratto da S. Guerra Lisi)
Questi sono i primi punti essenziali del metodo che , nel mio piccolo, cerco di applicare nel mio approccio con i bambini, ti voglio raccontare in breve come ho conosciuto La Scuola della G.dL. e il mio incontro con quel genio di Stefania .
Era il lontano 1996 se non ricordo male, ero nel Nido di Sorbolo, in provincia di Parma, alla mia prima esperienza con i piccoli, come insegnante “atelierista” , avevo ideato e condotto un bellissimo progetto con la super-visione della pedagogista, mi ricordo che non avevo la più pallida idea di cosa e come fare Arte con dei bambini così piccoli! Io avevo esperienza di laboratori artistici con i grandi!
Poi ecco l’intuizione giusta! dopo aver studiato Piaget e Winnicot…ho attinto ad un ricordo dell’infanzia… il piacere di quando ero piccola, di camminare in mezzo al frumento caldo che era steso sull’aia ad essicare! il mio gioco preferito!
disegnare con i piedi solchi concentrici (mandala) nel grano! da li ho ideato le mie immersioni nelle materie per i bambini del nido:
dalle materie ruvide come la farina gialla, alla farina bianca, alla schiuma da barba! e fu un gran successo!Le insegnanti Laura, Rita Antonella, furono entusiaste! forse le ausiliarie un pò meno! visto che l’immersione dei bambini era letterale, e alla fine dell’opera c’era da passarli c e cambiarli da capo a piedi!
Ma la gioia e lo stupore erano esplosivi…da questo mio modo di approcciare l’arte, un insegnante mi chiese se conoscevo La Guerra Lisi, perchè il mio modo e le mie attività gliela ricordavano molto! Io non la conoscevo, ma subito mi andai a prendere un suo libro…ne ha scritti più di trenta !
