Archive for comunicazione

video e arte

// November 6th, 2008 // No Comments » // atelier, comunicazione, creatività

Ciao, ti sono mancata? In questo periodo sono molto impegnata, con la mia attività, così mi riduco alla sera che non ho più la lucidità per scrivere i miei post, ma stasera, faccio uno sforzo, perchè ti voglio comunicare la mia gioia, nel vedere i miei ragazzi creare dal nulla una canzone rap, ed esprimersi con tanto entusiasmo e libertà!

Grazie ai fantastici ragazzi che frequentano il mio laboratorio di Pittura intuitiva, presso il centro giovani del paese in cui abito,  sto scoprendo anche le potenzialità del video, non solo per catturare momenti significativi, ma anche per lasciare che essi creino attraverso un altro linguaggio, più vicino al loro modo di vedere e percepire la realtà.

Tutto è iniziato dalle fotografie che ho scattato dalla mia macchina digitale, e dall’arrivo di Salvatore, ragazzo di 11 anni, che mi ha stupito per la sua bravura nel realizzare video su You Tube…così ho pensato di farmi aiutare, per la realizzazione di un video, con le mie opere ad encausto, e un video che mostrasse l’esperienza dei laboratori di pittura…

Detto fatto! con grande rapidità in poche mosse (io ci avrei messo una vita) ha realizzato 2 video e li ha caricati su You Tube! Ma non è finita qui, proprio oggi Salvatore e Vittoria hanno finito di realizzare una canzone rap, ideata, e realizzata interamente da loro! Se si lasciano liberi i bambini e i ragazzi ti sanno sorprendere e regalare delle grandi emozioni…vedere per credere!

httpv://it.youtube.com/watch?v=T47tyEIXh8U

Pensiero bambino

// October 26th, 2008 // 2 Comments » // arte terapia, benessere, comunicazione, formazione, genitorialità

Oggi, che non lavoro, mi sto dedicando alla ricerca, per darti, in queste pagine, suggerimenti ed idee da approfondire…e allora eccoti un bel video, che ho trovato sul sito di Maria Rita Parsi, eccoti il Link :

httpv://www.movimentobambino.org/video_vedi.php?id=51

 

Ciò che impariamo da bambini

Da bambini impariamo che la mela, la pera, l’uva, l’arancia appartengono tutti alla stessa categoria, quella dei frutti. Da bambini impariamo anche che il sorriso, una parola dolce, uno sguardo attento e sereno,

un abbraccio, una carezza, un regalo possono rientrare all’interno della categoria affetto. Impariamo che possiamo fidarci di chi si comporta così con noi.

Ma se da bambini osserviamo un digrignare di denti, sentiamo un urlo, siamo colpiti o schiaffeggiati, minacciati o aggrediti, impariamo che questi elementi fanno parte della categoria pericolo e quindi ci difendiamo, aggredendo, fuggendo, negando il problema,
facendo finta di niente, meditando vendetta.

Se la nostra infanzia è caratterizzata da eventi e rapporti positivi, le basi del nostro pensiero, le fondamenta della nostra esperienza nel mondo porteranno le tracce e i segni indelebili, sia nella mente sia nel corpo, della positività della vita.

Il bambino, che si sente appagato nei suoi bisogni primari, che si sente sicuro, accettato, compreso e amato, ha sperimentato e porta nella memoria il pensiero che la vita può essere bella.

 tratto da un articolo di Maria Rita Parsi : http://www.movimentobambino.org/

 Mi ritrovo in queste parole, che rivivo ogni volta che attraverso, le tracce indelebili della mia infanzia, le mie sofferenze, i miei dubbi, le mie paure ora sono un materiale prezioso, per comprendere meglio il bambino che mi sta di fronte…cadere è servito a trasformare me stessa, a trovare la forza dentro di me, a camminare con le mie gambe…a ritrovare quell’amore che nutre aldilà della sofferenza e che libera da tutte le paure!

Immensa gratitudine per chi mi ha dato la Vita :

 da figlia a figlia spero che cresca attraverso me la Fiducia .

Ti senti toccato da quanto hai letto?

non esitare a lasciarmi un commento, o anche una parola, non immagini quanto questo sia importante per me!

grazie!

 

tessere relazioni

// October 18th, 2008 // 3 Comments » // comunicazione, tessitura

Ciao, come stai? io sono stanca ma felice! anche oggi è stata una giornata ricca di avvenimenti, di piacevoli incontri! sia reali che virtuali. voglio ringraziare Lucky che ho avuto il piacere di conoscere telefonicamente, oggi pomeriggio, che mi ha offerto la sua disponibilità a collaborare al mio blog…è stata una grande emozione ascoltare le sue canzoni, la sua voce..e sapere che ha dato la voce a “Gollum” del Signore degli

Anelli” e a tanti altri personaggi….Spero presto di poterti dare un “assaggio” della sua bravura! Voglio ringraziare anche Salvatore per avermelo fatto conoscere! Già dimenticavo, allora hai scoperto chi è Salvatore, quello che ha creato i mei video e mi ha aiutato a pubblicarli su You Tube?

Salvatore è un fantastico ragazzo di 11 anni, molto sveglio, che padroneggia con disinvoltura il computer, e fin qui non ci sarebbe nulla da stupirsi,  perchè internet è il mondo dei ragazzi di oggi, e in esso tutti si  muovono velocemente…senonchè questo ragazzo, amante del rap, è anche amante del teatro e da grande

farà l’attore di teatro! e credo proprio che il suo talento, già così spiccato, gli farà compiere passi da gigante! Salvatore è anche educato e sensibile, disponibile all’ascolto, senza critiche e pregiudizi,…ho molto da imparare da lui! Mi fa ritrovare la gioia e l’allegria la sua innata simpatia!

In questi giorni Salvatore mi ha presentato Elisa Frascà , regista del teatroTocco: ” conduce laboratori e spettacoli di teatro sensoriale. Nel 1998 fonda a Parma “Teatrotocco”, gruppo teatrale che, partendo del teatro sensoriale di Vargas e dalle altre esperienze maturate dalla regista, porta in scena numerosi spettacoli basati su testi che vanno da Wilde a Pirandello, da Strindberg a Shakespeare, dal “Pinocchio di Collodi a Twain, da Genet a “Novecento” di Baricco. Collabora con diverse Scuole di Parma e provincia, nelle quali conduce laboratori teatrali per ragazzi e corsi di aggiornamento per insegnanti.”

Anche con lei ho intrecciato un altro mio progetto…ora ancora “segreto” ….ma poi appena sarà possibile, ti rivelerò i dettagli! ma gli intrecci non sono finiti…un altra piacevole conoscenza, questa volta , virtuale, è con il musicista: Giovanni Ferraro, che scrive musica per bambini…che ringrazio per avermi inviato la “storia della cipolla del casale”, che sicuramente leggerò ai bambini in Biblioteca…..

 Ora ti lascio e ti invito a lasciare un tuo commento , o una domanda…

Genitori consapevoli

// October 16th, 2008 // No Comments » // arte terapia, benessere, comunicazione, genitorialità

Devo essere pazza a postare un articolo a quest’ora1 sono le 2.26 e sono ancora sveglia! poi domani mattina sarò rintronata…ma ho tempo solo la sera di dedicarmi al blog, questo appuntamento immancabile, mi sto “affezionando” all’idea di prendermi cura di questo spazio, di riflessione e ricerca, come se fosse un piccolo giardino, da innaffiare un pò tutti i giorni…e mi sto chiedendo se c’è qualcuno dall’altra parte, che

sta osservando…hei tu! dico proprio a te! ti piacciono i miei articoli? li trovi interessanti? Cosa posso scrivere per migliorarlo?…lasciami un commento!

Oggi voglio regalarti questa “chicca”…non è farina del mio sacco, è un articolo che mi è piaciuto molto e sul quale ho riflettuto…e siccome penso sia utile ho pensato di inserirlo nel blog.

”  DODICI ESERCIZI PER ESSERE GENITORI CONSAPEVOLI

Tratto da Benedetti genitori; guida alla crescita interiore del genitore consapevole.

di Myla e John Kabat-Zinn. Edizioni Corbaccio.

1. Cercate di immaginare il mondo dal punto di vista di vostro figlio, mettendo intenzionalmente da parte il vostro. Fatelo ogni giorno, per qualche istante, per ricordare a voi stessi chi è questo figlio e che cosa affronta nella vita.

2. Immaginate come apparite agli occhi di vostro figlio, che ha voi come genitori, in questo momento: questa nuova prospettiva come potrebbe modificare il modo in cui vi muovete nel corpo e nello spazio, il modo di parlare e ciò che dite? Come volete relazionarvi con vostro figlio in questo momento?

3. Esercitatevi a considerare i vostri figli perfetti così come sono. Vedete se riuscite a restare consapevoli della loro sovranità attimo dopo attimo e a lavorare per accettarli come sono quando è più difficile per voi farlo.

4. Siate consapevoli delle vostre aspettative sui figli e considerate se sono davvero rivolte nel loro interesse. Inoltre, siate coscienti di come comunicate queste aspettative e di come esse influenzano i vostri figli.

5. Praticate l’altruismo anteponendo i bisogno dei vostri figli ai vostri ogni volta che sia possibile. Poi vedete se c’è un terreno comune, in cui anche i vostro bisogni possono essere soddisfatti. Potete restare sorpresi da quante coincidenze siano possibili, specialmente se siete pazienti e desiderosi di trovare un equilibrio.

6. Quando vi sentite perduti, o in scacco, ricordatevi di restare immobili, come invita a fare la poesia di David Wagoner Lost: “La foresta respira….” ascoltate che cosa dice: ” La foresta sa dove sei. Devi lasciare che ti trovi”. Meditate su tutto ciò, portando piena attenzione alla situazione, a vostro figlio, a voi stessi, alla famiglia.

Nel fare questo, potreste andare oltre al pensiero e percepire intuitivamente, con tutto il vostro essere (sentimenti, intuizione, corpo, mente e anima), che cosa è veramente necessario fare. Se questo non è sempre chiaro, allora la cosa migliore è non fare nulla finché le cose non si chiariscono. A volte rimanere in silenzio fa bene.

7. Cercate di incarnare una presenza silenziosa. Essa nel tempo si trasformerà in una pratica consapevolezza, se siete attenti a ciò che portate in voi e a ciò che proiettate nel vostro corpo, mente e parola. Ascoltate attentamente.

8. Imparate a vivere con tensione senza perdere l’equilibrio. Nel libro “Lo zen e il tiro con l’arco” Herrigel descrive come gli fu insegnato a restare immobile senza sforzo nel punto di massima tensione dell’arco, senza scoccare la freccia. Nel momento giusto, misteriosamente la freccia parte da sola.

Fate questo esercizio cercando di muovervi in ogni momento senza tentare di cambiare niente e senza dover ottenere un particolare risultato. Semplicemente richiamate la vostra piena consapevolezza e presenza in questo momento. Esercitatevi a vedere qualunque cosa accada come “praticabile”, disposti a restare nel momento presente, affidandovi al vostro intuito e ai vostri migliori istinti.

Vostro figlio, specialmente quando è piccolo, ha bisogno che voi siate il suo centro di equilibrio e di fiducia, un punto di riferimento affidabile con cui può trovare l’orientamento all’interno del suo paesaggio. La freccia e il bersaglio hanno bisogno uno dell’altra. Non serve forzare. Si troveranno l’un l’altra grazie alla saggia attenzione e pazienza.

9. Chiedete scusa a vostro figlio quando vi accorgete di aver tradito la sua fiducia, anche in modi apparentemente insignificanti. Le scuse sono riparatrici. Una scusa dimostra che avete ripensato ad una situazione e siete arrivati a vederla più chiaramente o a considerarla dal punto di vista di vostro figlio.

Ma dobbiamo stare attenti a non essere “spiacenti” troppo spesso. Questa parola perde il suo significato se ne abusiamo e se facciamo del rimorso un’abitudine. A quel punto può diventare una maniera per non assumersi le proprie responsabilità. Siate coscienti di questo. Cuocere nel proprio rimorso di tanto in tanto è una buona meditazione. Non spegnete il gas finché la cena non è pronta.

10. Ogni figlio è speciale e ogni figlio ha bisogni speciali. Ognuno vede in modo unico. Tenete un’immagine di ciascun figlio nel vostro cuore. Annegate nel suo essere, augurandogli ogni bene.

11. Ci sono momenti, molti importanti, in cui abbiamo bisogno di esercitarci ad essere chiari, forti e non equivoci con i nostri figli. Consentite che questo avvenga il più possibile nella consapevolezza, nella generosità e nel discernimento e non per paura, ipocrisia e desiderio di controllo. Essere genitori consapevoli non significa essere troppo indulgenti, dominanti e controllori.

12. Il più grande dono che potete dare ai vostri figli è il vostro sé. Ciò significa che fare il genitore equivale a continuare a crescere nella conoscenza di sé e nella consapevolezza. Dobbiamo essere radicati nel momento presente per condividere ciò che di meglio e più profondo c’è in noi. Questo è un lavoro continuo, che può essere esteso trovando un momento per la tranquilla contemplazione in qualunque modo ci sembri adatto per noi. Lo abbiamo solo adesso. Usiamolo nel migliore dei modi, per il bene dei nostri figli e per il nostro.

 

 

Arteterapia on-line

// October 15th, 2008 // No Comments » // arte bambini, arte terapia, atelier, comunicazione, formazione, insegnanti

Ciao, ti avevo promesso risorse e informazioni sull’arte terapia, non per soli “specialisti” della materia…ma anche per chi è curioso e vuole sapere di cosa si tratta, per questo ti vorrei invitare a seguirmi in questo mio viaggio, iniziato parecchi anni fa, quando iniziavo a muovere i miei primi passi, e a fare i miei primi viaggi virtuali nella rete…All’inizio mi perdevo…seguendo i link …poi ho familiarizzato ed ho iniziato a capire come funziona.

Proprio stasera, prima di iniziare a scrivere questo post, ho ri-visitato il blog di un’ arteterapeuta che stimo molto , si tratta di Gianna Taverna :  http://fattoamano.wordpress.com nel suo blog, molto ricco anche di suggerimenti pratici, per restituire e documentare il lavoro fatto con i ragazzi, ho ritrovato affermazioni, ed esperienze, che rispecchiano le condizioni in cui spesso anch’io mi trovo ad operare, nelle scuole, o negli spazi che mi vengono messi a disposizione dai vari enti…riporto le sue parole:

“L’utenza scolastica è estremamente varia e all’interno di questa varietà non c’è spazio alcuno per le regole inderogabili e la rigidità.
Perchè l’esperienza sia veramente positiva dobbiamo riuscire a offrirla nel modo migliore possibile, compatibilmente con le risorse di cui possiamo disporre e sfruttando i suggerimenti che ci vengono da quelle stesse risorse.

Il setting perfetto, quello ordinato, riservato, superprotetto, uniforme nel tempo e nello spazio, a scuola è un’utopia e non è in grado di rispondere alle mille diverse esigenze che ci si pongono.” Nella mia esperienza, ad esempio l’anno scorso con un piccolo gruppo di ragazzi, l’ente promotore dei laboratori,

aveva chiesto in uso un’aula di artistica,  alle scuole medie…molto grande sì , ma dove mi sentivo in prestito, che  non potevamo personalizzare con i lavori dei ragazzi, o i materiali esposti sui tavoli… Sicuramente questa situazione “precaria”, vista in positivo, ci può stimolare nella nostra innata capacità di “accomodamento”!

“Il compito di chi conduce l’atelier è in primo luogo quello di sapersi adattare ad ogni situazione e ad ogni esigenza, facendo fronte alle possibili variazioni di setting così come alle peculiari necessità di ogni studente e gruppo.

Il ruolo che ci viene richiesto di svolgere è uno, ma molteplici sono i modi in cui dobbiamo operare. Non è semplice nè immediato acquisire la capacità di adattarsi cambiando, ad ogni cambio dell’ora, obiettivi e modalità.

E’ necessaria ancora una volta molta pazienza, disponibilità all’ascolto, empatia e l’allenamento a sgombrare la mente rapidamente e quanto più sia possibile, da ogni altra considerazione che non riguardi quel momento e quello specifico gruppo.

Le difficoltà inerenti al setting inteso come luogo fisico di lavoro, possono giocare un ruolo determinante e richiedono grande flessibilità e pazienza.

Lavorando in una struttura in qualità di esperti o consulenti si è talvolta visti come “corpi estranei” e quindi il nostro lavoro e di riflesso quello dei ragazzi può essere svalutato o boicottato in vari modi.

Un modo d’elezione può essere appunto il non riconoscimento del nostro spazio. E’ necessario svolgere una paziente opera che io definisco “da castoro” per riuscire a far comprendere il valore del nostro lavoro ed il ritorno positivo a vantaggio degli alunni e dell’istituzione scolastica.

Portare l’arteterapia nelle scuole non è facile…e a lungo andare ci si può scoraggiare e ripiegare su attività di “bricolage”, per evitare questo dove mi è possibile, cerco di proporre incontri preliminari alle insegnanti, dove presento la metodologia, il senso del lavoro che andrò a fare, ma soprattutto faccio fare alle insegnanti, qualcosa di simile a quello che propongo ai bambini…un’esperienza che spesso non

dimenticano, anzi spesso sono entusiaste, e si aprono al nuovo! altre invece, per altri motivi, preferiscono rimanere nello spazio protetto della propria routine e non accettano di “sporcarsi” le mani…o di mettersi di nuovo in gioco!.

Come ti dicevo, l’arte terapia è molto più diffusa e praticata nei paesi anglosassoni e in America: ti consiglio di andare a visitare: http://www.cathymalchiodi.com/ un sito ricco di informazioni e risorse, ma bisogna conoscere l’inglese!.

Integrazione

// October 10th, 2008 // 1 Comment » // animazione, arte terapia, comunicazione, formazione, genitorialità, gioco

“Sussidio” significa soccorso, aiuto, supplemento di energia, strumenti per il superamento di una difficoltà che può precipitare senza l’apporto esterno. Questo volume -un sussidiario a tutti gli effetti – intende proporre una pedagogia capace di accogliere e sviluppare le differenze: non solo le diversità più evidenti dell’handicap, ma anche quelle della multiculturalità, della deprivazione affettiva, della frequente solitudine

 di tanti bambini di fronte alla televisione e al computer, sullo sfondo di adulti indaffarati e travolti loro stessi da separazioni, carriere, rapidi cambiamenti. Il nostro progetto è quello di una didattica che metta in primo piano l’Integrazione; e integra è solo una scuola dove siano valorizzate tutte le possibili diversità che la abitano. Per realizzare formativamente questi obiettivi il sussidio didattico si articola in introduzioni sui

temi di fondo (con interventi dei pedagogisti F. Larocca, A. Canevaro e F. Montuschi) e in alcune decine di Unità Didattiche Essenziali interdisciplinari proponibili a diversi livelli (Infanzia, Elementare, Media, Superiore). La tela di fondo è la continuità fra “Mente e Natura” per andare “Verso una ecologia della mente”: perché l’integrazione è possibile solo se si ritrovano gli universali, la “struttura che connette” ogni diversità, e che fa emergere l’inconscio a coscienza. “

Prima di spegnere tutto e andare a nanna, voglio darti notizia dell’uscita del nuovo libro di Stefania Guerra Lisi e Gino Stefani: “L’Integrazione interdisciplinare nella Globalità dei linguaggi”, e riporto la recensione che ho tratto da Internetbookshop in attesa di leggere il libro …e di raccontarvelo.

Se vorrai saperne di più ,o se vuoi dirmi cosa ne pensi, lasciami un commento ! grazie!

libroterapia

// October 2nd, 2008 // No Comments » // animazione, benessere, comunicazione, formazione, genitorialità, insegnanti, libri, Nido, scuola dell'infanzia

Da sempre i libri sono la mia passione!, ma da piccola, appartenendo ad una famiglia semplice e con pochi mezzi, la precedenza andava alle cose essenziali e quindi non possedevo nessun libro…il primo libro , me lo

ricordo ancora, me lo ha regalato uno zio, per la prima comunione, ed era la favola di Cenerentola, poi sono arrivati:  “Pattini d’Argento” e “Le fiabe Russe”, così il libro  di lettura lo prendevo in prestito nella biblioteca di classe, quando la maestra me lo faceva scegliere…

Ma la mia sete, e voglia di conoscere era tale, che quando ho cominciato a guadagnare, i miei risparmi finivano nell’acquisto di romanzi, saggi e altro, ora la mia biblioteca è molto fornita, non li ho contati, ma ve lo assicuro sono tanti.

Ora il libro è diventato per me grande fonte per attingere idee e progetti…oltre che un piacere e momento  di  distensione. Non potevo quindi che desiderare di  lavorare in una Biblioteca e così è.

Proprio oggi ho avuto un incontro informativo con le insegnanti di scuola dell’Infanzia, ho presentato loro il mio progetto di promozione della lettura,  “Libroterapia”, che vi mostro qui in breve:

“I libri danno benessere, e la biblioteca è la farmacia dell’anima. Per qualsiasi disturbo, carenza o bisogno, i libri curano, nutrono, confortano… e aiutano a crescere”

Quest’anno abbiamo pensato di focalizzare l ‘attenzione verso i bisogni affettivi dei bambini e poiché siamo convinti dell’ importanza che i libri possono avere nell’educazione emotiva e nella crescita armonica della personalità proponiamo percorsi con:

LE STORIE CHE AIUTANO A…..

• CRESCERE ai più piccoli del NIDO si propongono libri che parlano del corpo… e dei sensi e delle prime conquiste verso l’autonomia (pipì e popò nel vasino, vestirsi, alimentazione ecc. )
• RILASSARSI E DORMIRE MEGLIO , fiabe e racconti filastrocche e ninne nanne con l’ausilio di musica e colori, tecniche appositamente scelte per accompagnare dolcemente con la voce i bambini ad un momento di profondo rilassamento. (Rivolto a tutte le sezioni )
• ESSERE AMICI , libri e letture animate sul tema dell’amicizia e diversità ( rivolto alle sezioni 4 e 5 anni )
• COMPRENDERE LE EMOZIONI libri e racconti animati per comprendere e affrontare : paura, rabbia, distacchi …ma anche per la gioia e la felicità (sezioni 3, 4 e 5 anni)

• OSSERVARE, CONOSCERE E RISPETTARE : LA NATURA percorso di storie dedicate alla conoscenza dei 4 elementi della natura ; terra/aria acqua e fuoco e loro interazioni con incontro di laboratorio a scelta ( tutte le sezioni)

E per finire vi consiglio di leggere : “Libroterapia” di Silvera Miro,  che mi ha ispirato il titolo di questo progetto, al prossimo libro dunque! 

 

                    

 

bambini ed emozioni

// September 29th, 2008 // No Comments » // comunicazione, genitorialità, insegnanti, libri

“Fu nel 1995 che Daniel Goleman rese popolare il concetto di intelligenza emotiva definendola:

La capacità di motivare se stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione, di modulare i propri stati d’animo evitando che  la sofferenza  ci impedisca di pensare, di essere empatici e di sperare…

Nel mio approccio educativo e terapeutico con i bambini “l’educazione emotiva” dei bambini riveste un ruolo centrale, per accompagnarli nel loro processo di crescita.

Goleman ci ha fatto conoscere e comprendere che   ci sono tanti tipi di intelligenza e che l’intelligenza emotiva è fra le più importanti nella vita:        

 per la nostra salute, per il nostro benessere , per la nostra felicità, per istaurare relazioni sane ed appaganti”… per il successo nel lavoro per essere persone di riferimento per altri.

A tutti, genitori ed educatori, consiglio la lettura di un utilissimo libro, da cui ho tratto questo post,  di Carmela Lo Presti . “L’alfabeto delle Emozioni”  da poco pubblicato dalla casa editrice Meridiana.

Ho scoperto il sito di Carmela: http://www.intelligenzaemotiva.it/  

alcuni anni fa, e vi invito a visitarlo, troverete tantissimi spunti di riflessione e azione  con cui mi trovo molto  d’accordo. Il suo metodo infatti fa riferimento anche  alla Globalità dei Linguaggi… 

Nel suo libro troverete anche un kit di carte per giocare con i vostri bambini a riconoscere ed esprimere le emozioni. e’ davvero importante cominciare fin da piccoli a dare un nome alle emozioni, quali la rabbia, la tristezza, la felicità, la gioia…li aiutiamo così a crescere come persone equilibrate, in grado di comunicare ed esprimere ciò che sentono…attraverso questo percorso possiamo imparare cosa significa  “essere emozionati” .

Se poi vi piacciono i libri per bambini, o vi piace leggere loro delle storie che li aiutino a comprendere il mondo delle emozioni ci sono oggi tanti  bei libri illustrati adatti anche ai più piccoli dai tre anni di età:

Vi consiglio: “Che rabbia! ” di d’Allancè Mireille

In cui il bambino si potrà rispecchiare , quando si sente arrabbiato, e vorrebbe rompere tutto!

Esiste poi una bellissima collana “Prime emozioni”, Crealibri edizioni, pensata proprio per aiutare i bambini a comprendere meglio le proprie emozioni e, così facendo, ad acquistare una maggiore autonomia e libertà. Parlare delle proprie emozioni aiuta i bambini a capire che è normale essere tristi, arrabbiati o spaventati.

Con la maggiore  comprensione delle emozioni più dolorose, i bambini diventano liberi di godersi il mondo, di sentirsi sicuri delle proprie capacità e di essere felici. 

 

 

 

 

Elogio della semplicità e Francesco Rovacchi

// September 21st, 2008 // No Comments » // comunicazione, creatività, didattica dell'arte, libri, tessitura

Quello che mi è rimasto di un fine settimana molto intenso, sono state le parole di una donna del gruppo ‘Università del tempo Libero’ , che ieri pomeriggio ha partecipato all’inaugurazione della mostra “I colori della vita” dedicata al tessitore.

Ho ricevuto elogi e complimenti da molti, per la presentazione che ho realizzato, in cui ho fatto scorrere, in video, la vita e le emozioni di Francesco Rovacchi…come fossero trama e ordito di una tessitura, in cui ho giocato sulla suggestione delle immagini e della poesia che lo stesso Rovacchi ricrea attraverso i suoi piccoli capolavori di tessitura.

La frase è questa: “tu Marina ci piaci perchè sai spiegarci le cose in modo semplice e ce le fai comprendere!

“Non potevo ricevere complimento migliore, visto che il mio obiettivo è proprio quello di avvicinare le persone all’Arte, di trasferire il senso di cose che sembrano lontane e incomprensibili…farne comprendere i nessi, e i Valori comuni a tutti gli esseri umani.

E ci sono riuscita!

Evviva sono felice di aver trasmesso il mio entusiasmo, e passione… nel rispetto della sensibilità di ognuno…Anche questa è Arte!  arte di comunicare; ho sentito che le parole partivano dal cuore e la mente seguiva il filo del discorso, non faceva altro che eseguire uno spartito, in cui le note erano scritte dalle mie emozioni, in effetti ora che ci penso, mi rivedo seduta davanti alla tastiera di un computer portatile, come davanti a un pianoforte: la gente, circa una trentina di persone, disposte a semicerchio dietro di me, io parlavo , leggendo e commentando le immagini e i testi proiettati davanti a me, sullo schermo, sentivo la mia voce sicura e rilassata avvolta dal  silenzio …alla fine della quale è partito un grande applauso!

Quindi viva la semplicità, se questa è l’ immagine vera che mi caratterizza, continuerò a ricercarla come canale preferenziale, come chiave espressiva, volta alla ricerca dell’essenziale! : “l’essenziale è invisibile agli occhi ” si legge nel Piccolo Principe.

Semplicità non come banalità o semplificazione, ma che si esprime essenzialmente in un atteggiamento mentale positivo e propositivo in grado di migliorare la qualità della nostra vita quotidiana nell’ambito pubblico e privato.

Oggi pomeriggio, sono stata a Rio Saliceto, alla festa della  Natura, e in uno stand di libri, lo sguardo è andato ad un libro dal titolo: ” Elogio della Semplicità” di John Lane …queste si chiamano “sincronicità” e non casualità…ma vediamo cosa scrive Wikipedia :

La sincronicità è un termine introdotto da Carl Jung nel 1950 per descrivere una connessione fra eventi, psichici o oggettivi, che avvengono in modo sincrono, cioè nello stesso tempo, e tra i quali non vi è una relazione di causa-effetto ma una evidente comunanza di significato. La sincronicità è relativa quindi alle “coincidenze significative”.

Vedo questa  sincronicità, come meravigliosa manifestazione della vita, e segno della dimensione creativa dell’esistenza, ancora la percepisco con stupore quando si verifica, quando mi colpisce come un fulmine a ciel sereno!

pittura intuitiva

// September 9th, 2008 // No Comments » // arte bambini, atelier, benessere, comunicazione, libri, nascita, pittura

corsi d\'arte per bambini

“la creatività ci rende liberi, perché ci pone in contatto con la nostra spontaneità, esercitandosi nei limiti di un fare, di un formare” (Schiller).

Ecco un’anticipazione dei prossimi corsi creativi che attiverò a Praticello (Reggio Emilia) nei prossimi mesi, in attesa dell’inaugurazione del mio nuovo spazio atelier, i corsi si svolgeranno presso il “centro giovani la Palazzina”, dove avrò a disposizione una stanza , per condurre un percorso della durata di 10 incontri pomeridiani

dove i partecipanti (bambini a partire dai 6 anni e ragazzi ) verranno condotti attraverso l’esplorazione del colore, alla propria traccia spontanea e intuitiva; ci saranno due gruppi, in due giorni diversi della settimana (Lunedì e Mercoledì) , uno dedicato all’acquerello e l’altro alla tempera,

Per iscriversi contattatemi telefonicamente, 349-4065393 , oppure al 0522-678534 il numero massimo per ogni corso è di 10 bambini/ragazzi, questo perchè così è garantita l’attenzione al singolo partecipante, e il lavoro di gruppo sarà quello più armonico possibile.Questo percorso ha lo scopo principale di liberare I partecipanti dalla credenza limitante che per essere artisti bisogna avere un dono particolare, fin dalla nascita.

Lo scopo non è quello di dipingere un bel quadro, ma di scoprire la “sorgente” della propria creatività.
Anche i bambini oggi sono sempre più spesso bloccati nel loro flusso naturale e spontaneo, dall’idea di dover fare qualcosa che piaccia o che venga valutato come bello!

Attraverso l’uso di tempera su carta, e dell’acquerello i partecipanti verranno guidati attraverso semplici esercizi all’individuazione delle paure ed inibizioni che bloccano e ostacolano il flusso creativo,

attraverso la gioia di dipingere, faranno rifiorire il proprio intuito; e’ un’esperienza emozionante e divertente sia per bambini che per adulti , sia per gli artisti o quelli che non si considerano tali.

Useremo strumenti semplici e pratici per agevolare il processo creativo nella vita di ogni partecipante.

Non ci sono ruoli, non ci sono errori, non ci sono aspettative, lascia che la pittura apra il tuo cuore. Esplora: immagini, colori, textures, sogni e immagini personali. Spruzza acqua, usa le mani, la spugna e altri divertenti materiali per lasciare  il tuo spirito libero di esprimere e scoprire.